IL CORREDO
Finissima oreficieria e pietre preziose
La ricchezza è un tratto distintivo della società etrusca. Le aristocrazie tra seconda metà dell’VIII e VI secolo a.C. hanno dato sfoggio di opulenza per legittimare il proprio ruolo sociale. In particolare alle oreficerie è stata attribuita questa funzione prevalente.
Gli Etruschi utilizzano tecniche già affermate in oriente, come la granulazione e la filigrana, in uso in Mesopotamia già dal III millennio a.C. La materia prima veniva importata dal vicino oriente, insieme alle tecniche di lavorazione. Anche il VI secolo porta innovazioni stilistiche e l’apporto greco e orientale sarà continuo, con un declino nell’ambito del V sec. a.C., per tornare ad una spiccata vitalità in epoca ellenistica. La deposizione dell’oro all’interno del corredo funerario soddisfa complessivamente una esigenza di sfarzo e di potere già a partire dal periodo arcaico e il suo significato simbolico resterà inalterato per secoli.
LE GEMME
All’interno dei corredi funerari etruschi si trovavano spesso gemme incise che potevano essere realizzate a partire da varie pietre dure. Tra i tipi più diffusi nel mondo etrusco va ricordato sicuramente lo scarabeo, spesso in corniola, o gemme che potevano essere montate su anelli. Le gemme spesso si trovano prive della montatura originaria, ma le dobbiamo immaginare inserite nel proprio castone. Avevano un uso strettamente personale e servivano a imprimere la propria immagine come sigillo. Il loro uso, risalente alle culture orientali palaziali, si connotava in origine per un carattere amministrativo.
All’interno del ricco patrimonio iconografico etrusco è possibile trovare riferimenti ad animali simbolici o a particolari figure mitologiche. La gemma dunque, sia intagliata, che lavorata con la tecnica a rilievo del cammeo, andava a sancire l’immagine che l’individuo voleva dare di sé stesso. In particolare il cammeo, che non era utilizzato come sigillo, è un prodotto in uso dal periodo ellenistico, e in contesti funerari forniva al possessore una connotazione identitaria.